Franco Matticchio è nato nel 1957. Come disegnatore ha collaborato a vari giornali tra cui: Linus, Linea d’Ombra, L’Indice, Ventiquattro, Internazionale, Gioia Casa, ViviMilano, Lo Straniero; ha disegnato tutte le copertine dei romanzi di Scerbanenco per la casa editrice Garzanti; per Feltrinelli Universale Economica le copertine dei volumi di Paul Watzlawick. Nel 1994 ha realizzato i disegni e lo storyboard per il cartone animato dei titoli di testa del film Il Mostro di Roberto Benigni. Nel 1999 ha disegnato una copertina per il New Yorker. Tra le sue raccolte di disegni pubblicate ricordiamo: Sogni e disegni (Nuages 1997), Pflip (Nuages 2000), Trilogia del Signor Ahi (Nuages 2005), Esercizi di stilo (Einaudi 2006), Piovaschi (Dindi 2007), La piccola fuggitiva (Nuages 2009). Ha esposto in varie città italiane e un suo dipinto è stato incluso nella mostra Arte italiana 1968 – 2007 a Palazzo Reale di Milano, curata da Vittorio Sgarbi. Mostre personali recenti 2004 Via Cimabue (dipinti) Nuages, Milano 2006 Tramonto a casa (dipinti) Nuages, Milano 2007 Piovaschi (disegni) Visionario, Udine 2008 Disegni spettinati, Hde, Napoli 2008 Matticchio a zig-zag (disegni e dipinti) Galleria dell’incisione, Brescia 2009 La piccola fuggitiva (disegni e dipinti) Nuages, Milano 2009 Tutto esaudito (disegni) Sala Cincilla, Pesaro Dicono di lui Abolite le regole dello spazio-tempo, la realtà di Matticchio può contemplare di tutto. E il contrario di tutto. Per sbalordirci e più ancora per sbalordirsi, perché sembra proprio che il primo destinatario delle invenzioni di Matticchio sia Matticchio stesso, nel suo viaggio tra le mille realtà parallele che la fantasia può esplorare. Non vi è nulla di certo, nel mondo di Matticchio, ma nulla vi è di minaccioso e di sconsolante, se anche gli incubi non mettono più paura di quelli delle fiabe: il “lieto fine”, come nelle fiabe, non è sempre d’obbligo, e più che la paura ci si vuol comunicare – se qualcosa si vuol comunicare– una sottile, non angosciante inquietudine, l’incertezza che viene quando ci si accorge che le cose non sono come sembrano, che il bianco non è mai precisamente bianco, che non dobbiamo ciecamente fidarci di ciò che i nostri occhi e le altrui parole vorrebbero certificarci. (Goffredo Fofi- introduzione alla mostra “Matticchio a zig-zag” Galleria dell’Incisione Brescia, 2008) Matticchio riesce a mantenere un rigore e una coerenza fuori dal comune. Per questo ogni suo disegno lo si gusta come un gioiello, come qualcosa di raro. Perchè raro è il suo metodo. Metodo e risultato sono sempre legati. (Lorenzo Mattotti- prefazione a “Piovaschi” Dindi editore 2007) Nei disegni di Matticchio le cose trasfigurano e s’inventano altre vite. I personaggi e gli oggetti dialogano tra loro con un linguaggio libero e sospeso, noi che guardiamo possiamo solo meravigliarci e lasciarci condurre nella loro storia. […..] Nei suoi racconti senza senso io ritrovo il senso, nei suoi disegni visionari pieni d’invenzioni e di anarchia io ritrovo sempre la bellezza e il gusto del disegnare. (Gabriella Giandelli- prefazione a “Piovaschi” Dindi editore 2007) Link http://www.incisione.com/opere/opere.php?cognome=matticchio&lang=it http://www.nuages.net/autori.asp?autore=11

Works by Franco Matticchio

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